terremoto - soccorritori

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INDICAZIONI DI AUTO-PROTEZIONE PER SOCCORRITORI

Nelle situazioni di maxiemergenza, quando un grave evento critico colpisce una popolazione intera, si viene a creare una condizione di elevata emotività che riguarda l’individuo, la comunità e gli stessi soccorritori. Le persone vittime di un evento traumatico subiscono uno stravolgimento dell’assetto mentale, emotivo e affettivo e si trovano in uno stato di allarme costante che compromette il senso di sicurezza. Un evento che accade improvvisamente, come il terremoto, irrompe nella vita di tutti frammentando l’equilibrio precedente e creando reazioni di pericolo e sintomi di ansia. Lo scenario complesso in cui ci si trova a lavorare, l’alto numero delle vittime, il continuo riattivarsi della condizione di pericolo sono alcuni tra i fattori che determinano il contesto di elevata criticità psicologica di un terremoto. Come soccorritore partecipi allo stesso scenario traumatico, con l’obiettivo di prestare aiuto, restando a contatto con le vittime che si trovano in forte stato di shock e sofferenza emotiva, questo ti espone a un forte senso di vulnerabilità e alla medesima sensazione d’impotenza. Queste condizioni sono normali e indipendenti dal tuo livello di operatività e preparazione tecnica. E’ l’evento critico stesso che causa anche nei soccorritori reazioni emotive particolarmente intense, tali da poter talvolta interferire con le capacità di funzionare sia durante l’esposizione allo scenario che in seguito, per tempi diversi e individuali.

Durante la fase operativa puoi sperimentare alcune delle seguenti reazioni:

  • Disorientamento di fronte al caos dello scenario
  • Stress da sovraesposizione di richieste (appelli delle vittime, bisogni cui far fronte…)
  • Impotenza e inadeguatezza
  • Onnipotenza e assenza della percezione del limite
  • Identificazione con le vittime e/o familiari
  • Frustrazione e rabbia per il mancato riconoscimento e/o la disorganizzazione istituzionale.

A fine turno e/o al rientro a casa puoi provare una vasta gamma di emozioni quali tristezza, colpa, rabbia, paura, confusione e ansia. Talvolta, invece, apparentemente non “si sente” nessuna emozione. Possono anche svilupparsi reazioni somatiche come disturbi fisici (mal di testa, disturbi gastro intestinali, ecc.), difficoltà a distendersi e rilassarsi. Vi sono marcate differenze individuali nella comparsa, nella durata e nell’intensità di queste reazioni. Poiché il processo di elaborazione è soggettivo, è possibile che in alcuni compaia solo una di queste reazioni oppure diverse contemporaneamente, in un giorno o in un arco temporale più lungo.

Di seguito le reazioni più comuni che possono durare per un periodo di alcuni giorni e/o alcune settimane:

  • Comparsa di immagini/pensieri intrusivi: immagini ricorrenti della scena e pensieri disturbanti collegati all’evento subentrano contro la propria volontà
  • Sensazioni d’ansia/paura eccessiva: aumentato senso di agitazione, comparsa di paure non presenti precedentemente
  • Tendenza all’evitamento: procrastinare l’operatività, non voglia di tornare sullo scenario, pensieri sull’abbandonare la divisa che si veste, ecc…
  • Reazioni eccessive allo stress ordinario: incapacità di dosare le reazioni a sollecitazioni esterne, si perde più facilmente la calma
  • Aumento irritabilità: comparsa di rabbia o ira immotivata
  • Senso d’isolamento: sensazione di abbandono e solitudine, voglia di isolarsi e non parlare con nessuno, sensazione di “essere diversi”
  • Confusione mentale: facilità a distrarsi, difficoltà di concentrazione e/o incapacità di prendere decisioni, alterazione della normale capacità di giudizio
  • Problemi relazionali: difficoltà nei rapporti con colleghi, con familiari e amici
  • Difficoltà nel dormire e/o difficoltà nell’alimentazione: fatica ad addormentarsi, risvegli e incubi frequenti oppure ipersonnia, in altre parole dormire molte più ore.

COSA SI PUO’ FARE

  • Saper riconoscere le proprie reazioni emotive e le difficoltà che si possono avere durante e dopo l’esposizione, allo scopo di decomprimere quanto prima il proprio livello di stress
  • Non negare i propri sentimenti ma ricordarsi che è normale e tutti possono avere delle reazioni emotive dopo un terremoto così devastante
  • Saper monitorare le proprie reazioni fisiche ed emotive, riconoscendo i propri sistemi di attivazione
  • Rispettare i propri turni di riposo e recuperare energie fisiche e mentali
  • Ricordarsi che non si è soli, ma inseriti in un sistema e in un’organizzazione che può sostenere e aiutare anche gli stessi soccorritori
  • Osservare il proprio stato emozionale, senza giudicarsi
  • Parlare degli eventi critici avvenuti in servizio, aiutandosi a scaricare la tensione emotiva
  • Rispettare le reazioni emotive degli altri, anche quando sono completamente differenti e poco comprensibili per il proprio punto di vista
  • Tutelare il proprio equilibrio emotivo accedendo ai sistemi di supporto offerti per i soccorritori. Parlare con un esperto di reazioni post-traumatiche che possiede delle informazioni sulle reazioni specifiche può favorire e velocizzare il tempo di risoluzione delle reazioni stesse
  • Accedere, quando e se possibile, agli interventi di decompressione offerti alle squadre di soccorritori. Esistono strumenti specializzati nel supporto e nella prevenzione delle reazioni post-traumatiche che possono essere applicati con tempestività e con efficacia già nelle prime ore successive all’operatività

RICORDARSI L’IMPORTANZA DELL’AUTOPROTEZIONE EMOTIVA SIGNIFICA ESSERE PIU’ EFFICENTI NEL SOCCORSO. PROTEGGERSI PERMETTE DI PROTEGGERE AL MEGLIO TUTTA LA POPOLAZIONE.

Se le reazioni faticassero a rientrare e non notate un miglioramento è utile rivolgersi professionisti preparati che, con un breve ciclo di incontri individuali o di gruppo, possono aiutarvi a fronteggiare al meglio il disagio. Non esitate a contattarci anche solo per avere informazioni.

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