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INDICAZIONI DI AUTO-PROTEZIONE PER ADULTI

Nelle situazioni di emergenza, quando un grave evento critico colpisce una popolazione intera, si viene a creare una condizione di elevata emotività che riguarda l’individuo e la comunità. Le persone vittime di un evento traumatico subiscono uno stravolgimento dell’assetto mentale, emotivo e affettivo e si trovano in uno stato di allarme costante che compromette il senso di sicurezza. Un evento che accade improvvisamente, come il terremoto, irrompe nella vita di tutti frammentando l’equilibrio precedente e creando reazioni di pericolo e sintomi di ansia. Tutto sembra irreale (“non può accadere proprio a me”) e ingiusto (“perché sta accadendo a me?”). L’evento critico stesso può causare reazioni emotive particolarmente intense, tali da poter interferire con le capacità di funzionare sia durante l’esposizione alla scossa/e che in seguito, per tempi diversi e individuali.

Si possono accusare reazioni da stress post-traumatiche perché direttamente coinvolti in una situazione in cui la propria incolumità fisica o quella di altri è stata gravemente minacciata o per la perdita di persone care, case e affetti personali.

Dal momento dell’esposizione al terremoto ad oggi si possono susseguire le seguenti fasi:

  • Fase di shock (senso di estraneità, di irrealtà, di non essere se stessi, di non sentire il proprio corpo, di confusione, di disorientamento spaziale o temporale). Lo shock fa parte della fisiologica reazione acuta allo stress ed è un meccanismo che consente di mantenere un certo distacco dall’evento, necessario ad attutirne l’impatto e magari a far fronte alle necessità del primo periodo.
  • Fase dell’impatto emotivo: si possono provare una vasta gamma di emozioni quali tristezza, colpa, rabbia, paura, confusione e ansia. Possono anche svilupparsi reazioni somatiche come disturbi fisici (mal di testa, disturbi gastro intestinali, ecc.), difficoltà a recuperare uno stato di calma.
  • Fase del fronteggiamento: ci si comincia a interrogare su quanto è successo, a cercare delle spiegazioni, ricorrendo a tutte le proprie risorse (“Perché è successo? Cosa posso fare? Perché a me? ….”)

Di seguito le reazioni più comuni che possono durare per un periodo di alcuni giorni e/o alcune settimane:

  • Intrusività: immagini ricorrenti, memorie involontarie e intrusive dell’evento (flashback), che possono presentarsi come brevi episodi o come completa perdita di coscienza (per esempio rivedere i muri della casa crollare davanti agli occhi, risentire le urla, il boato…)
  • Evitamento: tentativo vano di evitare pensieri o sentimenti correlati al trauma. Impossibilità ad avvicinare ciò che rimanda all’evento (per esempio non riuscire a tornare nella zona in cui si è stati vittima del crollo, non riuscire a parlare con le persone che erano presenti).
  • Umore depresso e/o pensieri persistenti e negativi. Credenze e aspettative negative su di sé o sul mondo (per esempio iniziare ad avere pensieri negativi su di sé e/o sul mondo “non vado bene”, “il mondo è totalmente pericoloso’)
  • Persistente e irrazionale senso di colpa verso di sé o verso altri per aver causato l’evento traumatico o per le sue conseguenze
  • Senso di colpa per essere sopravvissuto o per non avere riportato danni fisici e/o a cose (per esempio sentirsi in colpa nei confronti delle persone che hanno avuto lutti in famiglia e non riuscire a capire il perché…}
  • Persistenti emozioni negative correlate al trauma (per esempio provare paura, orrore, rabbia, colpa, vergogna anche per molto tempo e quando la situazione sembra migliorare)
  • Difficoltà nel dormire e/o difficoltà nell’alimentazione: fatica ad addormentarsi, risvegli e incubi frequenti oppure ipersonnia, in altre parole dormire molte più ore
  • Interesse marcatamente diminuito per attività precedentemente piacevoli

Vi sono marcate differenze individuali nella comparsa, nella durata e nell’intensità di queste reazioni. Alcune persone possono sviluppare, nel più lungo termine, disagi importanti come il disturbo post-traumatico da stress, ansia, attacchi di panico, depressione o dipendenza da sostanze.

COSA SI PUO’ FARE

  • Saper riconoscere le proprie reazioni emotive e le difficoltà che si possono avere durante e dopo l’esposizione all’evento traumatico
  • Non negare i propri sentimenti ma ricordarsi che è normale e tutti possono avere delle reazioni emotive dopo un terremoto così devastante
  • Saper monitorare le proprie reazioni fisiche ed emotive, riconoscendo i propri sistemi di attivazione
  • Ricordarsi che non si è soli, ma inseriti in un sistema e in un’organizzazione che può sostenere e aiutare anche emotivamente e psicologicamente
  • Osservare il proprio stato emozionale, senza giudicarsi
  • Parlare degli eventi critici aiutandosi a scaricare la tensione emotiva
  • Rispettare le reazioni emotive degli altri, anche quando sono completamente differenti e poco comprensibili per il proprio punto di vista
  • Cercare di ristabilire il prima possibile i contatti con persone, luoghi e situazioni della mia vita e ripristinare una routine quotidiana in qualche modo prevedibile
  • Chiedere aiuto a persone di fiducia o a chi è coinvolto nei soccorsi, scegliendo possibilmente chi mi trasmette un maggior senso di familiarità e di sicurezza
  • Prendere dei tempi di recupero, ascoltare i bisogni e prendere le distanze dall’evento o dalle attività ad esso correlate (dormire, riposarmi, pensare, piangere, stare con i miei cari ecc.)
  • Tutelare il proprio equilibrio emotivo accedendo ai sistemi di supporto offerti. Parlare con un esperto di reazioni post-traumatiche che possiede delle informazioni sulle reazioni specifiche può favorire e velocizzare il tempo di risoluzione delle reazioni stesse
  • Accedere, quando e se possibile, al supporto psicologico orientato alla rielaborazione delle reazioni traumatiche conseguenti all’evento
  • Limitare l’utilizzo dei media a pochi momenti della giornata. Le persone esposte a un evento critico hanno il naturale bisogno di dare un significato all’accaduto e per questo passano molto tempo a ricercare notizie, occorre però proteggersi dall’eccessiva esposizione.

Se le reazioni faticassero a rientrare e non notate un miglioramento è utile rivolgersi a professionisti preparati che possono aiutarvi a fronteggiare al meglio il disagio.

Non esitate a contattarci anche solo per avere informazioni.

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