ipocondriaL’ipocondriaco vive nel continuo terrore o convinzione di possedere una grave malattia. Interpretano erroneamente i propri sintomi fisici (ad esempio l’affanno dopo aver fatto uno sforzo fisico potrebbe essere inteso come un principio di infarto).
Per un limitato periodo di tempo può capitare a tutti di essere ipocondriaci, chi ne è davvero affetto può compromettere la qualità della vita da provocarsi una vera e propria sofferenza e notevoli ripercussioni nel rendimento scolastico, professionale, sociale ecc.
Le paure ipocondriache possono insorgere a qualsiasi età e si intensificano con il passare degli anni.
La maggior parte delle persone si rassicura nell’ accertare che i risultati delle analisi cliniche effettuate siano negativi. L’ipocondriaco invece da una parte spera che i risultati delle varie analisi siano negativi, dall’altra non riesce a crederci, sminuendo il dottore e cercando pareri presso altri medici.
Descrivono al medico in maniera dettagliata i loro sintomi, cambiano spesso medici e si recano dal medico quasi a cadenza settimanale. Si sottopongono spontaneamente agli esami, anche a quelli più fastidiosi o dolorosi, non temono né costi né ricerche estenuanti.
Queste persone spesso vengono derise e definite malati immaginari, in realtà soffrono davvero della paura o della convinzione di avere qualche grave malattia.
Si auto osservano, la loro attenzione è costantemente focalizzata su qualche malattia temuta, considerano ogni minimo cambiamento del loro corpo con il presagire di qualche grave malattia, interpretando sintomi innocui come preoccupanti.
Le paure ipocondriache possono riferirsi a funzioni corporee (battito cardiaco, sudorazione), piccoli disturbi fisici (tosse occasionale) e a sensazioni vaghe o ambigue (vene doloranti..).
Spesso non hanno alcuna conoscenza delle relazioni mente – corpo. Ad esempio non considerano le palpitazioni espressioni di rabbia ma sintomo di un disturbo organico.
Una psicoterapia non è ben accettata, perché l’ipocondriaco la vede come uno sminuire delle proprie convinzioni reali di malattia.
Un percorso psicoterapeutico potrebbe essere utile, consiste nel favorire la consapevolezza e nel rielaborare le difficoltà espresse in maniera mascherata attraverso il timore o la convinzione della malattia.

Bibliografia:

– “Psichiatria Psicodinamica” di G.O. Gabbard – Raffaello Cortina Editore.

– “ABC della Psiocopatologia” di M. Falabella – Ed. Magi

– “Guarire la malattia che non c’è” di H. Morschitzy, T. Hartl – Urra