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La violenza maschile sulle donne assume molteplici forme e modalità, sebbene la violenza fisica sia la più facile da riconoscere. Non esiste un profilo della donna-tipo che subisce violenza. LA VIOLENZA COINVOLGE TUTTE LE DONNE. Spesso isolate da amici e parenti, si trovano in una posizione di sottomissione e paura. Dove la violenza non è solo fisica, ma anche psicologica, economica e sessuale. Sono convinte di essere loro a sbagliare, a “far saltare i nervi” al loro compagno e nel 93% dei casi non hanno la forza di accusare l’uomo che le ha malmenate. Schiaffi, spintoni, porte chiuse a chiave, lividi, urla: rimane tutto soffocato nelle mura domestiche. E non si tratta di eccezioni: succede in quasi una famiglia su tre. L’uomo violento è spesso una persona normale e ben inserita nella società, non si tratta di un pazzo, né di un malato. E’ quasi sempre una persona ‘normale’ con un lavoro ‘normale’; non viene da situazioni di disagio e appartiene a tutte le classi sociali. Alla base di questi comportamenti c’è un problema culturale. I valori familiari, la scuola, anche alcuni programmi televisivi, fanno sì che ci siano ancora squilibri di potere tra i sessi a favore del maschio. La società italiana su questo punto è molto arretrata: basti pensare che fino agli anni ’60 era legale picchiare la propria moglie”.
La prima cosa da fare è prendere consapevolezza che un uomo violento non cambia! Spesso per una donna è difficile fare il primo passo per uscire da una situazione del genere: sia perchè si trova in una situazione di solitudine, sia perché la violenza non è sempre quotidiana, ma è ciclica. Il compagno violento può dire di essersi pentito, che non si comporterà più così, che domani sarà diverso. E una donna, almeno all’inizio, ci crede, ma quando capisce che domani non sarà diverso, allora è il momento di agire.
Quando una donna non ce la fa più e ha deciso di parlare con qualcuno è molto importante che lo faccia con le persone giuste. Parlarne con chi non se ne intende può portare a un esito negativo. Amiche, famigliari, medici ecc. non vanno bene: ci vuole uno specialista o un centro specializzato.
Le donne che hanno sopportato anni di violenze, sono donne fortissime e quando riescono a staccarsi dalla violenza, prendono consapevolezza di questa loro forza e sono pronte a lanciarsi in una nuova vita, senza paura. Nonostante il compagno le abbia umiliate per anni dicendogli che non sanno fare nulla, appena si staccano dal marito violento scoprono di riuscire a fare tutto benissimo da sole.

LOGO_controvento_assisiOggi, in Umbria, la Cooperativa Sociale Controvento, presenta il progetto e il programma educativo della Comunità Educativa residenziale denominata “Gli Aristogatti”, che offre un servizio di accoglienza, sostegno e reinserimento sociale per nuclei mamma-bambino con figli di età compresa tra 0 e 12 anni o in stato di gravidanza, anche minorenni, affette da disturbi psichici e/o conseguenti alla dipendenza, anche oggetto di provvedimenti del Tribunale per i minorenni, in stato di grave disagio sociale e in situazioni di particolare degrado e abbandono.