depressioneIl termine depressione negli ultimi anni viene spesso usato in più situazioni per indicare una serie di differenti stati dell’umore di una persona. In molti casi questo termine si utilizza in maniera inadeguata e viene confuso con sentimenti quali tristezza, apatia, ecc. che si vivono solo per un determinato momento e non sono protratti nel tempo.
Il termine depressione indica la rottura di una stabilità che provoca un calo dell’umore.
La depressione fa sentire la persona vittima di qualcosa che non può combattere o superare, e di conseguenza ci rinuncia. La rinuncia si sostituisce ad ogni possibile soluzione, la persona rinuncia perché pensa che la situazione non si può cambiare e rivolge l’attenzione solo a ciò che non va.
Nascono pensieri tipo “Io sono sbagliato, gli altri sono giusti”, la persona depressa prova sensazioni di vuoto che la rendono triste e lamentosa, si sente demotivata e non prova interesse o piacere per nessuna attività, prova sentimenti di noia, autosvalutazione, il peso può aumentare o diminuire senza cause fisiche specifiche o diete. Il rapporto con il cibo e il sonno è alterato, si può mangiare o dormire in maniera eccessiva o ridotta.
Chi soffre di depressione mostra affaticamento e ha scarsa energia che può talvolta manifestarsi con stati di agitazione. Il comportamento è rallentato, la concentrazione è ridotta, l’ideazione è negativa, il piacere assente, ci si sente impotenti, si prova un senso di abbattimento e una incapacità a reagire e a prendere decisioni.
In alcuni casi sono presenti frequenti pensieri di morte, la persona potrebbe ideare e progettare tentativi di suicidio.
L’autostima di queste persone è molto bassa, vivono continuamente sensi di colpa, talvolta con punte deliranti e si sentono responsabili di questo stato.
Nell’adolescente può manifestarsi un umore irritabile.
Un individuo la cui percezione di sé è fortemente legata alle relazioni sociali, nel perdere una relazione interpersonale importante, può rischiare di cadere in una depressione maggiore. Una persona, invece, la cui autostima è collegata a successi, ha una maggiore probabilità di cadere in depressione dopo fallimenti a scuola o nel lavoro.
Attraverso la psicoterapia è possibile esplorare la natura degli eventi stressanti determinanti dello stato depressivo, elaborarli e affrontarli.

Bibliografia:

– “Psichiatria Psicodinamica” di G.O. Gabbard – Raffaello Cortina Editore.
– “ABC della Psiocopatologia” di M. Falabella – Ed. Magi
– “I volti della depressione” di E. Muriana, L. Pettenò, T. Verbitz – Ponte alle grazie
– “Normalità e Patologia nello sviluppo psichico” di F. Tani – Giunti