ansiaL’ansia è un fenomeno comune con cui tutti veniamo in contatto quotidianamente, anche se con modalità e sequenze differenti.
L’emozione che si prova è di aspettare qualcosa di indefinito e spiacevole, difficile da definire e identificare con precisione. Spesso si accompagna a manifestazioni fisiche che sono tipiche della paura, come l’aumento del battito cardiaco e la sudorazione.
Di fronte ad un pericolo, grazie all’ansia, attiviamo una reazione di allarme che facilita la sopravvivenza. Quindi l’ansia viene definita come un meccanismo adattivo. ( Ad esempio, se ci troviamo davanti ad un serpente capiamo il pericolo e attiviamo vie di fuga che ci aiutano a sopravvivere).
Inoltre l’ansia è utile per ottenere buoni risultati, con il suo aumentare la performance migliora e la qualità della prestazione raggiunge un livello massimale. ( Ad esempio, se dobbiamo affrontare un esame l’ansia ci aiuta a prepararlo in modo adeguato e in molti casi a superarlo).
Quindi entro certi limiti l’ansia è necessaria, diviene negativa quando è troppa e non è più utile, quando la vita normale diventa limitante, non si riesce più a vivere la quotidianità, quando si ha difficoltà a svolgere ogni cosa, si attivano pensieri di catastrofi imminenti. È un’espressione del conflitto interno che è importante indagare per poi rielaborarlo.
Attraverso la manifestazione patologica dell’ansia si maschera una preoccupazione più profonda e meno accettabile. Spesso chi vive queste emozioni non sa cosa li rende ansiosi. È quindi importante comprendere le origini dell’ansia.
L’ansia può rappresentare manifestazioni somatiche, psichiche e comportamentali.
A livello fisico possono insorgere tachicardia, sudorazione, tremori fini o grandi scosse, dispnea, sensazione di soffocamento, dolore o fastidio al petto, nausea, disturbi addominali, sensazione di asfissia, sensazioni di instabilità, sbandamento, sensazione di irrealtà, paura di perdere il controllo e di impazzire, paura di morire, brividi e vampate di calore.
L’ansia può avere intensità variabile, da un lieve senso di irrequietezza e di indefinito malessere generale a uno stato di tensione interno fino a forme acute di panico.
Il panico è una crisi d’ansia acuta che insorge in maniera rapida e improvvisa. Solitamente gli attacchi di panico durano pochi minuti, si calmano da soli ma vengono vissuti in modo drammatico. Nonostante l’intensità dei suoi sintomi non reca alcun danno fisico eccetto un fastidioso senso di spossatezza eccessivo.
Questi attacchi possono avvenire in ogni situazione in cui percepiamo il pericolo. Attraversando un incrocio, guidando, entrando nelle gallerie, in treno, aereo o altro ancora…
Spesso l’attacco di panico diventa esso stesso l’oggetto della paura, si vive con la paura che possa ritornare.
Il nostro corpo, attraverso questi sintomi, ci sta lanciando un messaggio, ovvero capire quali sono le presunte minacce che probabilmente ci stanno creando disagio, che sono dentro i nostri pensieri o nell’ambiente che ci circonda.
Affrontare il disagio permetterà la comprensione della sensazione di pericolo, permette di capire da dove viene e di individuare le modalità per risolverla.

Bibliografia:

– “C’era una volta il panico” di F. Galassi, F. Telesio, E. Cavalieri – Le Comete. Franco Angeli.

– “Psichiatria Psicodinamica” di G.O. Gabbard – Raffaello Cortina Editore.

– “ABC della Psiocopatologia” di M. Falabella – Ed. Magi

– “Normalità e Patologia nello sviluppo psichico” di F. Tani – Giunti